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DORA, spiegato in modo semplice: la legge che protegge la finanza da guasti e attacchi informatici

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06.07.2026

In sintesi: DORA obbliga le banche, le assicurazioni e gli altri attori finanziari, insieme ai loro fornitori tecnologici, a continuare a funzionare anche in caso di guasto informatico o di attacco informatico. La legge è già in vigore da gennaio 2025 e il 2026 segna l'inizio dei controlli.

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Che cos'è esattamente DORA?

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DORA è una legge europea: il Regolamento (UE) 2022/2554. Il suo nome completo, «Digital Operational Resilience Act», significa semplicemente «legge sulla capacità di resistere dei sistemi digitali».

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L'idea sta in una frase: quando una banca o un'assicurazione dipende dall'informatica per funzionare, un guasto o un attacco informatico non è più un semplice problema tecnico, è un rischio per tutto il sistema finanziario. DORA impone quindi regole comuni per evitare questi incidenti, reagire in fretta quando succedono e continuare a servire i clienti.

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Due cose da ricordare:

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  • La legge è applicabile dal 17 gennaio 2025. Si applica direttamente, senza passare per una legge nazionale.
  • Riguarda una ventina di tipi di attori finanziari (banche, assicurazioni, prestatori di servizi di pagamento, fintech, gestori di fondi), e anche i loro fornitori di tecnologia.

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Chi è coinvolto (e perché va oltre le banche)

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Il punto spesso frainteso: DORA non si ferma alle istituzioni finanziarie. Si applica anche ai loro fornitori informatici. Un'azienda di software che vende i suoi servizi a una banca diventa, agli occhi della legge, un anello della sua solidità. Deve quindi essere in grado di rispondere agli stessi requisiti: sicurezza, disponibilità, diritto di controllo del cliente.

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In altre parole: se fornisci tecnologia al settore finanziario, DORA riguarda anche te, anche se non sei una banca.

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Cosa richiede DORA, in 5 punti

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1. Gestire i rischi informatici

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Mappare i propri strumenti, individuare i punti sensibili, prevedere un piano per continuare a funzionare in caso di imprevisto grave. La responsabilità arriva fino alla direzione.

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2. Segnalare gli incidenti gravi

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Ogni incidente informatico rilevante deve essere dichiarato alle autorità, con tempi e formato identici in tutta Europa.

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3. Testare la propria solidità

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Gli attori più importanti devono far testare le proprie difese con vere simulazioni di attacco, almeno una volta ogni tre anni.

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4. Sorvegliare i propri fornitori informatici

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È il punto più strutturante. I contratti con i fornitori devono prevedere garanzie chiare: sicurezza, diritto di audit, regolamentazione della subfornitura, localizzazione dei dati, possibilità di cambiare fornitore. I fornitori giudicati più critici sono addirittura sorvegliati direttamente a livello europeo.

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5. Condividere le informazioni sulle minacce informatiche

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DORA incoraggia gli attori finanziari a scambiarsi informazioni sulle minacce per difendersi meglio collettivamente.

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A che punto siamo nel 2026?

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La legge è applicata da circa diciotto mesi. In Italia, come in Francia con l'ACPR, le autorità sono passate dall'accompagnamento ai controlli rafforzati. I cantieri in corso: tenere aggiornato il registro dei propri fornitori informatici, designare i fornitori critici e avviare i test di sicurezza per gli attori più grandi.

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Il punto chiave: conoscere bene i propri fornitori e prestatori

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DORA ricorda un'evidenza: una banca è solida solo se lo sono anche i suoi fornitori. Questo obbliga le istituzioni a valutare meglio le aziende con cui lavorano.

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È esattamente la logica del Know Your Supplier (KYS) e, più in generale, del KYB: verificare un'azienda, i suoi dirigenti e la sua affidabilità prima e durante la relazione, grazie a un punteggio di fiducia dell'azienda.

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Quanto costa la non conformità

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Le sanzioni sono pesanti. Un'istituzione finanziaria rischia fino al 2 % del suo fatturato annuo mondiale. Un fornitore critico può essere sanzionato ogni giorno in cui non è in regola, fino all'1 % del suo fatturato giornaliero medio, per sei mesi. Oltre alla multa, è in gioco la fiducia dei clienti.

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DORA e la lotta alla frode

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Restare operativi e combattere la frode è la stessa battaglia: percorsi clienti affidabili e disponibili. Un sistema di identità e di rilevamento della frode che va in tilt è una porta aperta ai frodatori. Mettere in sicurezza questi percorsi serve quindi sia alla conformità DORA sia alla protezione contro la frode.

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La tua checklist DORA

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Sei sulla buona strada se puoi rispondere sì a ogni punto:

  • L'elenco dei tuoi fornitori informatici è aggiornato.
  • I tuoi contratti con i fornitori prevedono le garanzie DORA (audit, sicurezza, reversibilità).
  • Sai rilevare e segnalare un incidente informatico rilevante.
  • I tuoi test di sicurezza sono pianificati.
  • Valuti l'affidabilità dei tuoi fornitori e clienti aziendali (KYS / KYB).

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In conclusione

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DORA trasforma la solidità informatica in un obbligo di legge, non più in una semplice buona pratica. E invia un messaggio chiaro a tutto l'ecosistema: conoscere i propri fornitori, mettere in sicurezza i propri percorsi e conservare traccia delle proprie decisioni non è più facoltativo. La buona notizia: sono riflessi che proteggono anche dalla frode.

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Fonti: Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea; ACPR, dossier DORA.

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Cassandre Nolf
Strategy Marketing Manager