Impact

B Corp, molto più di un'etichetta

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10.03.2026

Ogni marzo, migliaia di aziende in tutto il mondo espongono con orgoglio il proprio logo B Corp. Ma dietro quella «B» cerchiata, poche persone sanno davvero cosa significhi.

B Corp rimane una certificazione d'impatto impegnativa, ma il suo funzionamento sta cambiando profondamente con i nuovi standard: non stiamo più parlando di sommare punti in un questionario, ma di dimostrare pratiche minime in 8 principali materie obbligatorie (governance, lavoro equo, diritti umani, diritti umani, diritti umani, diritti umani, diritti umani, diritti umani, clima, clima, ambiente, ambiente, giustizia e inclusione, affari pubblici e azione collettiva...).

L'idea iniziale

B Corp è una certificazione creata nel 2006 da B Lab, una ONG che vuole misurare le prestazioni complessive delle aziende, non solo i loro risultati finanziari.

L'ambizione iniziale rimane la stessa: valutare l'impatto reale di un'azienda su dipendenti, clienti, comunità, fornitori e ambiente e porre questo impatto al centro della sua strategia.

Storicamente, questa valutazione prevedeva il BIA (B Impact Assessment), un questionario di 200 punti che copriva 5 aree (Governance, Employees, Community, Environment, Customers), con un punteggio minimo di 80 per essere certificato. La maggior parte delle aziende che hanno completato il BIA «a freddo» ha invece raggiunto i 40-60 punti, il che già dava un'idea del livello dei requisiti.

Cosa stanno cambiando i nuovi standard

A partire dalla versione 2.1, B Lab abbandona la logica di un punteggio globale «à la carte» per passare a una base comune di requisiti, organizzata in temi di impatto, con aspettative minime per tutte le aziende (adattate alle dimensioni, al settore e all'impronta).

Ogni tema (Fair Work, Climate Action, Human Rights, Human Rights, Environmental Management & Circularity, Public Affairs & Collective Action, JEDI...) contiene requisiti precisi, datati e documentati che l'azienda deve rispettare per essere o rimanere certificata.

In termini concreti, ciò significa che un'azienda non può più compensare la mancanza di cambiamenti climatici con ottime pratiche in materia di risorse umane. Deve dimostrare un livello minimo credibile in ciascuna delle questioni chiave.

Cosa significa in pratica

Come in precedenza, la certificazione si basa su prove reali e verificabili, non su dichiarazioni di intenti. La differenza è che le prove sono ora strutturate in base a requisiti normativi: disporre di una politica, un processo, indicatori, piani d'azione, risultati, secondo criteri definiti tematicamente per tema.

Alcuni esempi tipici dei requisiti dei nuovi standard, a seconda delle dimensioni dell'azienda:

  • Governance e finalità : motivo dell'accessibilità al pubblico, approvato dal massimo organo di gestione; meccanismi formali per tenere conto delle parti interessate (comitato di missione, consultazione, procedura di reclamo).
  • Lavoro equo : contratti di lavoro chiari e firmati per tutti, regole retributive esplicite, trasparenza sui benefici, indagine regolare sulla cultura e il benessere.
  • JEDI (Giustizia, Equità, Diversità, Inclusione) : raccolta di dati sull'inclusione, scelta delle azioni JEDI in un «menu» (reclutamento inclusivo, revisione delle politiche delle risorse umane, ferie più favorevoli, sostegno ai gruppi vulnerabili...).
  • Diritti umani : impegno pubblico a rispettare i diritti umani (ad esempio tramite Global Compact), identificazione dei principali rischi, processo di riparazione.
  • Azione per il clima : piano d'azione pubblico per il clima allineato a un obiettivo di 1,5°C, con obiettivi SMART, risorse, governance e revisione periodica.
  • Gestione ambientale e circolarità : monitoraggio dei rifiuti, dell'energia e dell'acqua, identificazione degli impatti sulla natura e sulla biodiversità.
  • Affari pubblici e azione collettiva : politica di lobbying responsabile accessibile al pubblico; partecipazione ad almeno un'azione collettiva (tutoraggio, ricerca, coalizione settoriale, patrocinio).

Il che rende ancora più difficile il greenwasher

La logica della lotta al greenwashing si rafforza a tre livelli:

  • Contenuti : gli standard vanno oltre su argomenti sensibili come il clima (piano a 1,5°C, trasparenza sulle emissioni), i diritti umani nella catena del valore o il lobbismo responsabile, in linea con le aspettative normative europee (Direttiva Green Claims, CARTA, dovere di vigilanza...).
  • Dimostrazioni : per ogni sotto-requisito, B Lab descrive in dettaglio le evidenze accettate (politiche scritte, verbali, monitoraggio degli indicatori, rapporti di audit, accordi di partnership), il che limita fortemente la possibilità di fare affidamento su elementi di marketing.
  • Controllo : i nuovi standard prevedono un maggiore ricorso agli audit di terze parti e un livello più elevato di supervisione da parte del governo societario.

La logica della ricertificazione rimane presente: l'azienda deve dimostrare i propri progressi e aggiornare ogni ciclo, con requisiti che aumentano gradualmente.

Un movimento, non solo un francobollo

B Corp rimane una comunità di aziende che riconoscono di dover essere responsabili dei propri impatti, non solo delle proprie promesse.

I nuovi standard rafforzano questa dimensione chiedendo alle aziende di andare oltre i loro rigidi confini: lavorare con i fornitori, partecipare ad azioni collettive, sostenere politiche pubbliche che promuovano la giustizia sociale e ambientale.

Il tema «This is My Place» per il mese 2026 di B Corp risuona particolarmente in questa nuova architettura: ogni azienda è invitata a identificare i luoghi specifici in cui ha un effetto reale sul mondo e ad assumervi impegni concreti, misurabili e documentati.

Piuttosto che un logo su un sito, B Corp, una nuova versione standard, diventa un framework globale per strutturare il suo contributo a un'economia più giusta, inclusiva e rigenerativa.

Meelo, azienda B Corp certificata dal 2024

Meelo è certificata B Corp dal 2024. Non come punto di forza, ma come quadro per la domanda. La nostra ragion d'essere: combattere la crisi del debito e promuovere l'inclusione economica attraverso una tecnologia responsabile, trasparente ed etica al servizio di decisioni eque.

La certificazione B Corp ci impone di dimostrarlo, non solo di dirlo. Questo è esattamente ciò che i nuovi standard stanno rendendo ancora più difficile da aggirare.

Cassandre Nolf
Strategy Marketing Manager