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Screening PEP e sanzioni nell'AML: la guida completa

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13.10.2026

Lo screening PEP e lo screening sanzioni sono due pilastri della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML). Ogni soggetto obbligato deve sapere chi ha di fronte: la persona o l'azienda è una persona politicamente esposta? Figura in una lista di sanzioni internazionale? Queste verifiche non sono facoltative e, con il nuovo pacchetto normativo europeo, devono essere condotte sia all'ingresso in relazione sia lungo tutta la relazione d'affari.

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Questo articolo spiega in modo chiaro cos'è una PEP, in cosa consiste lo screening sanzioni, cosa si aspetta AML6 e come gestire l'aspetto più delicato del quotidiano: i falsi positivi.

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In sintesi:

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  • Una PEP (persona politicamente esposta) è una persona che esercita o ha esercitato funzioni pubbliche importanti, insieme ai suoi stretti familiari e collaboratori. Impone un'adeguata verifica rafforzata, non un divieto.
  • Lo screening sanzioni consiste nel verificare che un cliente, persona o azienda, non figuri in liste di sanzioni internazionali (UE, ONU, OFAC statunitense, ecc.).
  • Un riscontro in una lista di sanzioni fa scattare misure concrete: congelamento dei beni, blocco dell'operazione, segnalazione all'autorità competente.
  • Con AML6, questi controlli sono richiesti all'ingresso in relazione e in continuo, perché le liste evolvono di continuo.
  • La vera sfida operativa: gestire omonimi e falsi positivi senza bloccare un cliente legittimo, e documentare ogni decisione.

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PEP: di cosa si parla?

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Una PEP, o persona politicamente esposta, è una persona fisica che esercita o ha esercitato funzioni pubbliche importanti. Vi rientrano ad esempio capi di Stato e di governo, ministri, parlamentari, alti magistrati, dirigenti di imprese pubbliche o di banche centrali, oppure alti ufficiali militari.

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Il concetto non si ferma alla persona in sé. Comprende anche i suoi stretti familiari (coniuge, figli, genitori) e i collaboratori noti, perché queste persone possono fungere da tramite per far circolare fondi di origine dubbia.

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Perché questo status è delicato?

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Lo status di PEP non è un'accusa. Riflette un rischio più elevato legato alla posizione ricoperta: esposizione alla corruzione, alla appropriazione indebita di fondi pubblici e al riciclaggio. Una PEP dispone di un potere decisionale e di un accesso a risorse che possono essere distolti.

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Per questo identificare una PEP non comporta un divieto di entrare in relazione. Fa scattare un'adeguata verifica rafforzata: convalida da parte di un livello gerarchico superiore, comprensione dell'origine dei fondi e del patrimonio, e sorveglianza rafforzata delle operazioni. L'obiettivo è gestire il rischio, non escludere la persona.

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Lo screening sanzioni

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Lo screening sanzioni consiste nel verificare che un cliente, si tratti di una persona fisica o di un'azienda, non figuri in una lista di sanzioni internazionale. Queste liste sono pubblicate da autorità come l'Unione europea, l'ONU o l'OFAC statunitense, e riguardano individui, organizzazioni o entità soggetti a misure restrittive.

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A differenza dello status di PEP, un riscontro accertato in una lista di sanzioni ha conseguenze immediate e rigorose. Il soggetto obbligato deve allora applicare misure concrete:

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  • Congelamento dei beni detenuti per conto della persona o dell'entità colpita.
  • Blocco dell'operazione o rifiuto di entrare in relazione.
  • Segnalazione all'autorità competente.

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A differenza di una PEP, una persona o un'azienda sotto sanzioni non può essere semplicemente oggetto di un'adeguata verifica rafforzata: la relazione d'affari è limitata o vietata dalla misura stessa.

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Cosa si aspetta AML6

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Il pacchetto normativo europeo rafforza le aspettative in materia di screening. Sono presi di mira due momenti chiave. Per collocare questi controlli nel quadro più ampio della riforma, consulta il nostro articolo dedicato all'AML6 e la normativa antiriciclaggio.

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All'ingresso in relazione

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Lo screening PEP e sanzioni è parte integrante dell'adeguata verifica all'ingresso in relazione. Prima di accettare un nuovo cliente, il soggetto deve verificarne l'identità, comprenderne il profilo e confrontarlo con le liste di PEP e di sanzioni. Questo controllo si integra con l'intero processo descritto nella nostra guida completa al KYC.

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Nella sorveglianza continua

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Un controllo effettuato una sola volta non basta. Le liste evolvono: un cliente perfettamente conforme oggi può essere aggiunto a una lista di sanzioni domani, oppure accedere a una funzione che lo rende PEP. AML6 richiede quindi una sorveglianza continua del portafoglio, che permette di rilevare ogni nuovo riscontro dopo l'ingresso in relazione e di reagire senza indugio.

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La sfida dei falsi positivi

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Lo screening genera molti riscontri che tali non sono. È il problema degli omonimi e dei falsi positivi: un cliente legittimo porta lo stesso nome di una persona in lista, senza essere quella persona.

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Due errori sono da evitare:

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  • Bloccare un cliente legittimo per eccesso di prudenza, cosa che peggiora l'esperienza e fa perdere attività.
  • Scartare troppo in fretta un'allerta reale, cosa che espone a una grave inadempienza.

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La risposta corretta consiste nell'arricchire il confronto con dati discriminanti (data di nascita, nazionalità, paese di residenza, funzione) per distinguere un riscontro vero da uno falso. Ogni decisione, che confermi o scarti un'allerta, deve essere documentata.

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Buone pratiche

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Per uno screening PEP e sanzioni solido e difendibile:

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  • Effettuare lo screening all'ingresso e in continuo. Non trattare il controllo come un evento unico, ma come un processo permanente su tutto il portafoglio.
  • Usare liste affidabili e aggiornate. Le fonti ufficiali (UE, ONU, OFAC) evolvono spesso; l'aggiornamento deve essere regolare e tracciabile.
  • Ridurre i falsi positivi grazie ai dati. Incrocia più attributi identificativi per distinguere un omonimo da un riscontro vero.
  • Adattare la risposta al tipo di allerta. Adeguata verifica rafforzata per una PEP, misure di congelamento o di blocco per un riscontro di sanzioni.
  • Documentare ogni decisione. Conserva la traccia dell'allerta, dell'analisi e della conclusione per disporre di una pista di audit completa in caso di controllo.
  • Automatizzare ciò che si può. Una soluzione che confronta in tempo reale i clienti con le liste libera i team di conformità per i casi realmente a rischio.

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In conclusione

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Lo screening PEP e lo screening sanzioni rispondono a due logiche complementari. Il primo segnala un rischio da gestire con un'adeguata verifica rafforzata, senza vietare la relazione. Il secondo impone misure rigorose non appena un riscontro è confermato in una lista di sanzioni. Con AML6, questi controlli devono essere continui e non occasionali, e ogni decisione deve restare documentata e verificabile. Se ben condotti, proteggono il soggetto dal riciclaggio e dal finanziamento del terrorismo, preservando al contempo l'esperienza dei clienti legittimi.

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Fonti: Unione europea (liste di sanzioni), Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Office of Foreign Assets Control (OFAC), direttive europee antiriciclaggio (pacchetto AML).

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Cassandre Nolf
Strategy Marketing Manager